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venerdì 16 dicembre 2016

Struffoli di Natale

Gli struffoli, insieme alle sfogliatelle e alla pastiera, sono i dolci napoletani per eccellenza. Probabilmente sono anche i più antichi : infatti pare che i primi coloni greci di Partenope ( IX sec. a.C. ) li preparavano in modo quasi identico e il nome " struffolo " deriverebbe dal termine greco
" starngoulos " che significa " arrotondato " e che descrive la forma dello struffolo. Si tratta di un dolce molto semplice : palline di pasta fritta e miele ( proprio questo tipo di cucina arcaica rafforza la tesi delle  sue origini greche ) che , nella sua semplicità, è uno dei dolci più cari ai napoletani. Come a Pasqua non può mancare la pastiera, a Natale sulle tavole napoletane non possono mancare gli struffoli, un vero e proprio rito al quale nessun napoletano si sottrae : la decorazione con i " riavulilli " piccoli confettini colorati,  gli " anicini" confettini al sapore di anice, i " cannellini " confetti al sapore di cannella e che ricordano nella forma, i fagioli cannellini, la frutta candita (scorzetta d'arancia e cedro ) tutti ingredienti senza i quali non possiamo chiamarli " struffoli " ma, sopratutto, la  " cucuzzata " ( zucca candita " ) che, ahimè , potete trovare solo a Napoli.

Ingredienti
Farina   500 g
uova  5
Zucchero   2 cucchiai
Burro  80  g
limoncello o rum  1 bicchierino
buccia grattugiata di !/2 limone e di 1/2 arancia
Sale un pizzico
miele  di acacia o millefiori)  400 gh

per decorare confettini colorati ( diavulilli )
Confettini cannellini
Confettini anicini
Cedro candito  100 g
Arancia candita  100 g
Zucca candita  50 g

Disporre la farina a fontana e impastarla con le uoova, lo zucchero la scorza grattugiata di 1/2 limone e 1/2 arancia, il rum o il limoncello ed il sale

Preparare un impasto omogeneo e ben sodo e lasciarlo riposare circa un ora.
Dopo il riposo riprendere l0impasto e lavorarlo per qualche minuto, dividere l'impasto in piccoli pezzi e formare dei bastoncelli spessi un dito e tagliarli a tocchetti della grandezza di una nocciola
Passare, eventualmente, gli struffoli al setaccio per eliminare l'eccesso di farina e friggerli pochi alla volta in abbondante olio bollente
Attenzione perché l'olio, friggendo, comincerà a formare schiuma. Se l'olio tende a fuoriuscire dalla padella, è tempo di cambiarlo. Una volta che gli struffoli saranno " biondi " prelevarli dalla padella e disporli su carta assorbente
Sci9gliere, preferibilmente a bagnomaria, il miele in una pentola abbastanza capiente
Quando il miele sarà ben sciolto, toglierlo dal fuoco ed aggiungere gli struffoli fritti, mescolando con un cucchiaio di legno con delicatezza. Quando saranno ben impregnati di miele, aggiungere metà della frutta candita tagliata a tocchetti e rimescolare sempre con delicatezza
Aggiungere anche la metà dei confettini e mescolare
Prendere un piatto da portata, mettere al centro un vasetto di vetro o un bicchiere, (servirà a facilitare a formare il buco centrale ) e disporvi intorno gli struffoli a mo di ciambella
Aggiungere i restanti confettini e la frutta candita in modo da fare una gradevole decorazione. Quando il miele sarà raffreddato, togliere il bicchiere di vetro e gli struffoli sono pronti per rallegrare il Natale!


martedì 15 novembre 2011

Natale, la tradizione a tavola : I follovielli







I follovielli sono dei “ fagottini “ di foglie di agrumi con all’interno uva passita e arancia candita. Si tratta di un dolce natalizio tipico della costiera sorrentina e , con qualche piccola variante, della riviera dei cedri nel cosentino. Ormai nessuno li prepara più in casa e solo qualche piccola azienda artigiana della penisola sorrentina li produce quasi esclusivamente per il mercato nazionale (ristoranti, enoteche, prodotti tipici ) e per l’esportazione  ( sono molti gli amatori dei follovielli negli Stati Uniti e in Germania ) L’origine dei follovielli è molto antica: i romani li preparavano utilizzando foglie di platano, di uva o di fico. Il nome deriva dal  latino “ folium volvere “ che significa avvolgere la foglia, o da “ folliculus “ che vuol dire sacchetto, guscio. I follovielli fanno parte delle cosiddette “ sciosciole“  ( noci, nocciole, castagne secche, fichi secchi di ogni tipo, pistacchi, datteri  frutta secca in genere ) che, a Napoli e nella sua provincia, vengono consumate dall’intera famiglia riunita intorno al tavolo, al termine del pranzo nelle festività natalizie. A distanza di quasi 50 anni, il ricordo di questa prelibatezza è ancora vivo nella mia memoria : da Napoli, insieme a mio padre e mio fratello, andavo a Massalubrense, angolo di paradiso all’estremità della penisola sorrentina, per far visita alla nonna che, nel periodo natalixio, ci regalava questi “ involtini “ di foglie che suscitarono in me , la prima volta, una cocente delusione, perchè mi aspettavo dei biscotti o dei cioccolattini e non delle foglie secche. Ma , man mano che lo aprivo, la delusione si tramutò in sorpresa per il piacevole aroma di agrumi che emanava e il dolce sapore dell’uva passita e dei canditi.
Veniamo alla preparazione.
Ingredienti :
Foglie di limone
uva passita ( preferibilmente di  Pantelleria )
scorzette di arancia candite
vino bianco
steli di rafia

Lavate accuratamente le foglie di limone e asciugatele. Portate ad ebollizione due/tre bicchieri di vino bianco , versateci l’uva pasita e fatela bollire tre o quattro minuti. Mettete dlla carta da forno su una teglia, stendetevi l’uva cotta nel vino e mettete in forno a 100° per due/tre ore in modo da far asciugare completamente l’uva. Disponete sul tavolo le foglie di limone e intrecciatele a spina di pesce o in modo tale da poterle poi richiudete come un fagottino. Mettete al centro delle fogllie un mucchietto di uva passita e uno di arancia candita ( il tutto non deve essere superiore ai 40 gr. ): Richiudete le foglie su se stesse e siggillatele con dei steli di rafia o altra fibra vegetale.  A questo punto ripassate i follovielli in forno max 100° per 15 minuti per eliminare l’umidità residua. Gia il giorno seguente i follovielli cominceranno ad emanare un caratteristico profumo di limone! Conservate i follovielli in luogo asciutto, magari in un contenitore con coperchio  e scoprite anche voi, nelle feste natalizie, la magia dei follovielli!