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lunedì 29 febbraio 2016

Pizza Monacone


L'isola di Capri è fra i luoghi più belli e visitati della Campania.La sua fama e la sua bellezza sono note da millenni, da quando gli antichi la legarono al mito di Ulisse e delle sirene.L'isola fu colonizzata dai greci, poi l'imperatore Augusto, dopo averla visitata, la ottenne da Napoli dando in cambio Ischia.Anche Tiberio ne fu stregato al punto di stabilirvi la sua residenza dalla quale governava l'impero.
Dalla metà dell'800 divenne una meta immancabile del Gran Tour di scrittori ed artisti di fama internazionale, molti dei quali, ancor oggi, la prescelgono come residenza abituale o stagionale, contribuendo così a dar vita al " Mito di Capri " mito senza eguali al mondo.
Capri "strega" il visitatore anche dal punto di vista gastronomico, con una cucina legata alle tradizioni marinare e contadine dell'isola. Chi non conosce i ravioli capresi ((qui la ricetta), totani e patate, insalata caprese, pezzogna all'acqua pazza, totani ripieni, torta caprese (qui la ricetta)......e che dire del limoncello??
Ma in mezzo a questo mare di piatti "famosi" si trova una specialità per veri intenditori : la pizza monacone.
Questa torta salata condivide il nome con lo " Scoglio del monacone "isolotto che si trova, guardando da Marina Piccola, poco dietro i faraglioni. Prende il nome dalla " foca monaca " che,  fino ai primi del 900, vi abitava
                                                                     
Lo scoglio del monacone, sulla sinistra dei faraglioni


Rispetto ai suoi più noti cugini esso rimane in disparte,nascosto dal loro profilo imponente, quasi vergognandosi della sua forma tozza Se, per estetica e notorietà, associamo i due faraglioni ai ravioli e alla torta caprese allora, per questa torta salata farcita, esternamente insignificante ed anonima ma con un ripieno nascosto ricco e gustoso, il nome " monacone " è sicuramente il più appropriato.
Questa specialità è quasi introvabile nei ristoranti ma, fortunatamente, la tradizione si tramanda di generazione in generazione e la pizza monacone continua ad essere la regina della tavola nelle feste capresi.

Ingredienti
Melanzane    4
Carne tritata di manzo    200 g
Prosciutto cotto a fette    100 g
Mozzarella o provola o scamorza o caciotta di Sorrento  150 g
Uova  2
pomodorini  10/12
Basilico  sale   qb
pasta sfoglia  2 confezioni tonde

Preparazione del ripieno
Tagliate a metà i pomodorini e lasciate che perdano un po del loro liquido.
Tagliate a dadini le melanzane e friggetele in padella. Mettete in una terrina la carne macinata, le uova, il basilico sminuzzato, un pizzico di sale e amalgamate il tutto. Formate delle polpettine e friggetele in olio bollente.Foderate una teglia con un disco di pasta sfoglia e procedete con il ripieno mettendo le fette di prosciutto sul fondo in modo da non inumidire troppo la sfoglia con il liquido dei pomodorini, poi procediamo con gli altri ingredienti: polpettine, scamorza melanzane e pomodorini




Richiudete con l'altro disco di pasta sfoglia, spennellate con tuorlo sbattuto ed infornate a 180° per 40 mn.
il risultato sarà questo, buona sia calda che fredda!

domenica 12 giugno 2011

" monachine "


Nel lontano 1700, nel cuore del centro storico di Napoli,  nel convento delle Clarisse Cappuccine, detto                                                         anche trentatré, chiamato così per il numero
ingresso convento Trentatrè
massimo di Suore che vi erano ammesse, una Suora, con estrema ingenuità dal tipico sapore popolaresco, annotava queste righe ritrovate poi da Salvatore di Giacomo :
"Prendi il fiore e mettilo sopra il tagliero nella quantit� di rotolo mezzo. Mettici un pocorillo d'insogna e faticalo come un facchino. Doppo stendi la tela che n'e riuscita e fanne come se fosse una bella pettola. In mezzo alla pettola mettici un quarto d'insogna ancora, e spiega a scialle, 4 volte d'estate; 6 volte d'inverno. Tagliane tanti pezzi, passaci il laganaturo e dentro mettici crema e cioccolata o se pi� ti piace ricotta di Castelllammare Se ci metti un odore di vaniglia o pure acqua di fiori e qualche pocorillo di cedro, fa cosa santa. Fatta la sfogliata, lasciala mezza aperta e mezza 'nchiusa da una parte e dove l� scorre la crema facci sette occhi piangenti con sette amarene o pezzulli di percocata. Manda tutto al forno, fa cuocere lento, mangia caldo e alliccate le dita". 

Si tratta della ricetta di un dolce ancora molto presente nei bar  della città. Nella prima parte spiega come preparare la pasta sfoglia, poi descrive la preparazione e la cottura del dolce. Dicevo che si tratta di un dolce molto presente, specialmente nei bar dove rappresenta l'alternativa al classico cornetto e, credo, quasi nessuno lo prepara più in casa. Perché allora non proviamo a prepararlo noi,  ci godiamo quel profumo intenso che si sprigiona  dal forno durante la cottura, e ci facciamo piacevolmente sorprendere dalla sua fragranza e dal suo sapore che, tre secoli fa colpirono talmente la Suorina tanto da farle concludere la sua ricetta con queste parole :" mangia caldo e alliccate (leccati) le dita".
versione "casalinga"




ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia
300 gr di crema pasticcera
2 rossi d'uovo
confettura d'amaree
zucchero a velo 
zucchero granulato

preparazione
Stendete la pasta sfoglia e ricavate dei dischi di 10/12 cm di diametro. Sulla  metà di ogni disco mettete un po di crema e un po di confettura. Ripiegate i dischi chiudendo il ripieno formando una mezzaluna, sigillando i bordi con un po' di rosso d'uovo. Poneteli sulla placca del forno foderata con carta da  forno e spennellateli con il rosso d'uovo. Spolverizzate con lo zucchero granulato e cuocete a 180° per circa mezz'ora. Quando le monachine saranno dorate sfornatele e, appena tiepide, cospargetele di zucchero a velo e , se volete, guarnitele, servendovi di un sacco a poche, con qualche ciuffetto di crema e amarena.